Frammenti di storia

Il ponte romano sull'Arrone, al bivio di Fregene

Le prime notizie del ponte sull’Arrone si hanno già in un documento dell’XI secolo dove viene citato un “Pons de Arrone”, mentre in una bolla papale del 1019 è citato un “pons marmoreus qui est super Arronem”; si ha notizia del rinvenimento, nelle vicinanze, di una lapide la quale testimonia che un certo “Dorus Latro” aveva restaurato le sponde del fiume, come si legge nella scheda 35 del Quilici (bibl.: La via Aurelia, scheda 35 ; Quilici, scheda 315; Brunetti Nardi, op.cit.,II,pag.64).


Notizie Storiche del fiume Arrone

Fiume della Comarca, il quale ha origine dal lago di Bracciano, essendo l'emissario naturale, e si scarica nel mare presso Maccarese. Esce dal lago a settentrione della Terra dell’Anguillara : passa sotto il ponte la Trave serve di limite ai tenimenti di Camoscie e Quarto s.Saba : traversa la via Claudia dopo la Osteria Nuova verso il XIV. Miglio da Roma: scorre sotto il Castello di Galera in un letto molto profondo, servendo di confine al tenimento di questo nome ed a quello di Centrone: traversa quelli di Monte Mario, e Buccèa: passa fra quelli di Testa di Lepre , Torrimpietra, Castel di Guido, e finalmente entra in quello di Maccarese, dove dopo aver servito allo irrigamento de’ campi entra in mare. Il ponte a due archi, sotto il quale attraversa la via Aurelia dopo Castel di Guido è antico e di massi quadrilateri. Quantunque negli scrittori greci e latini non si faccia menzione di questo fiume, null'altro il suo nome risente la origine etrusca, derivando probabilmente dalla stessa radice di "aruns". Col nome di Arrone viene ricordato l’anno 1053 in una bolla di Leone IX, nella quale fra i confini dei fondi Camelianum ,Olibula , Angellum, Pinum, Camaranum, Lauretum ec. Si pone così: a quarto (latere)rivum qui vocatur Arrone positum in territorio Galeriae . Veggasi il Bullarium Vaticanum T.L.

Si può vedere nelle foto sottostanti il vecchio ponte dell’Arrone, ormai in disuso, il quale conserva il suo selciato originale .Nel parapetto si trova incorporato un blasone nobiliare medievale in marmo, mentre sono ancora visibili le vecchie paratie metalliche , vera archeologia industriale, le quali servivano per regolare il flusso dell’acqua destinata all’irrigazione della campagna circostante. Lungo la strada che conduce a Fregene, sulla sinistra, si vede il laghetto di “Mezzaluna” ed è proprio qui che Guido, Duca di Spoleto, condusse alla vittoria, contro i Saraceni nell'856 d.C., le “milizie di Campagna” come le definì lo storico Prudenzio da Troyes.
 

Una curiosità: i volontari della Protezione Civile di Castel di Guido, capitanata dal fondatore Attilio Zanin, durante un lavoro di bonifica del canale di gronda dell’Aurelia che sversa le acque meteoriche nell’Arrone al bivio di Fregene, hanno effettuato un lavoro di recupero molto interessante cioè quello di riportare alla luce le vecchie “casematte”. Queste strutture in cemento armato furono costruite durante l’ultimo conflitto mondiale al fine di difendere Roma da possibili attacchi e neutralizzare l’avanzata di colonne motorizzate lungo la via Aurelia.
 
Nota di colore sulla "casamatta“: in una di queste strutture ha prestato servizio di guardia il musicista romano Armando Trovajoli, autore, tra l'altro, della rivista musicale Rugantino..

Franco Leggeri
 
 
 
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