Tecnica e libertà umana

Se ne parla alla Scuola di teologia di Ladispoli

Venerdì 19 maggio, presso la Scuola Diocesana di Teologia “Card. Eugenio Tisserant” di Ladispoli, si è svolta una lezione-conferenza organizzata con il teologo Prof. De Rosa, sul tema “L’uomo e la tecnica”. Presenti gli studenti della scuola, i partecipanti al circolo “S: Tommaso” ed alcuni amici interessati. In un momento storico in cui la salvaguardia del creato è sicuramente importante non va dimenticato il rispetto della dignità della persona umana, fatta ad immagine e somiglianza di Dio. Sempre più la scienza è rivolta ad oltrepassare i limiti del lecito e le nuove tecnologie divengono maggiormente invasive e sostitutive dell’uomo, sino a farlo divenire un ibrido con la “macchina”, senza valutare a priori le conseguenze.

La Chiesa cattolica, sin dai tempi della Rerum Novarum di Papa Leone XIII, si è occupata di questioni sociali e la Dottrina Sociale della Chiesa ha fondato i propri princìpi sulla dignità della persona umana, il bene comune, la sussidiarietà, la solidarietà. Oggi ancor più si prospettano domande che per ricevere una risposta devono, secondo il filosofo Hans Jonas, approfondire l’aspetto ontologico: il punto di vista teorico (la morale, come dottrina del dovere) deve necessariamente trovare nella dottrina dell’essere il proprio fondamento, per poter soddisfare il punto di vista pratico: l’etica, il comportamento del saggio. Ecco allora che si profilano le pietre miliari per l’homo faber, (artefice di opere e strumenti in grado di trasformare la realtà):

·    - il senso di responsabilità – ogni nostra azione si ripercuote nell’ambiente in cui viviamo e dobbiamo essere consci della nostra singola responsabilità sulle conseguenze provocate.

·    - I fondamenti dell’etica – è lecito decidere quando una persona umana debba terminare la propria vita? È lecito spingere un adolescente a cambiare il proprio sesso? Perché deve considerarsi non corretto dire che Dio ci ha creati maschio e femmina?

·    - La cultura del limite – fino a dove è giusto spingersi? Cosa avverrà dopo che i princìpi generali e costituzionali innalzeranno sempre più l’asticella del garantismo abbassando, nel contempo, le soglie del lecito sino a sostituirsi a Dio? Che ne è del concetto di libertà (libertà di, libertà da, libertà per) che la filosofia antropologica ha ben definito e San Giovanni Paolo II ha ripreso nella sua enciclica Evangelium Vitae indicando quali siano i limiti invalicabili, primo fra tutti il rispetto della vita e della dignità umana?

Oltremodo le nuove tecnologie sempre più divengono le baby sitter dei nostri ragazzi, anzi: dei nostri bambini. Quante ore li lasciamo, purché stiano buoni, col cellulare in mano non curandoci di che cosa realmente si stiano nutrendo? Il pericolo maggiore è la dissociazione tra la realtà virtuale e la vita: ecco allora che troviamo adolescenti violenti, che pensano a riprendere un video di compagni litiganti, incitandoli magari per produrre un video che riceverà molti like. Ma non solo: anche per gli adulti c’è un gravissimo pericolo: quello di diminuire drasticamente le relazioni sociali. E una persona umana, senza relazioni sociali, diviene sempre meno umano e sempre più solitario, istintivo, irrazionale, incapace di ragionare con la propria testa perché imbottito non solo dai mass media, ma oggi anche da  Internet, ricevendo informazioni le quali, non opportunamente filtrate (dal proprio discernimento, sempre più vago) divengono delle vere e proprie disinformazioni, inducendo l’uomo ad esercitare sempre meno le proprie qualità superiori (intelletto e volontà). Ritorniamo allora a comunicare tra di noi, a chiederci e a discutere se questo o quello sia giusto o sia un abuso, a fare un corretto uso della tecnologia al servizio dell’uomo, a comportarci correttamente avendo più attenzione per l’altro rimettendo al centro Nostro Signore Gesù, il Cristo, Figlio di Dio, che in tutto il Vangelo ci ha insegnato, oltre ad amare, a discernere il bene dal male.

Davide Cabianca

 

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